Tempio Pausania è una città di circa 14.100 abitanti situata nel nord della Sardegna, nel cuore della regione storica della Gallura, ai piedi del Monte Limbara. Ricca di verde e d'acque, si presenta con un carattere più montano di quanto non racconti la sua altitudine (566 m). Facilmente raggiungibile da Sassari, 67 Km di strada scorrevole che evita i centri abitati e da Olbia, 45 Km percorrendo la SS 127. Grazie alla sua altitudine, la città offre un clima ideale per chi desidera una vacanza tranquilla e riposante.

Cenni storici
Nella preistoria il sito è abitato dal popolo dei nuraghi (alcuni resti sono tuttora inglobati nella città). Per gli antichi romani è forse la Mansio Gemellae, con sola importanza logistica. I bizantini poi non se ne curano più di tanto. Nel periodo dei Giudicati è Villa Templi, centro più importante del Giudicato. Subisce l'influenza ed il dominio dei pisani, il malgoverno degli aragonesi e degli spagnoli per quasi trecento anni, anche se è proprio in questi secoli che Tempio afferma il suo ruolo egemone sulla cultura e l'amministrazione del territorio. Nel 1720, dopo una breve parentesi austriaca, Tempio diviene Sabauda. Sotto i Savoia, ha un forte incremento della popolazione, dovuto anche all'immigrazione corsa. Diviene sede di prefettura, sede di Diocesi ed ha il titolo di città nel 1836. Crescono via via le industrie legate al sughero e all'estrazione del granito e cresce quindi anche il ceto borghese con i commercianti, gli avvocati e gli impiegati, consolidando la preminenza nel territorio. Oggi continua ad essere la "capitale morale" della Gallura nonostante debba dividere il titolo di capoluogo di provincia con la città di Olbia.

Da vedere, sapere, fare
La città di Tempio ha dato i natali a numerosi personaggi illustri, come il tenore Bernardo Demuro, il teologo Abate Giovanni Maria Dettori, il tenore lirico Giovanni Manurita, il mezzo-soprano Giulietta Simionato, il giurista Antonio Azara, l'On. Paolo Dettori.
La città è famosa anche per la produzione di ottimi vini, come il Moscato ed il Vermentino e per le manifestazioni del carnevale.
Ai lati delle vie centrali, Corso Matteotti e via Roma, un dedalo di vie lastricate di granito e chiuse da palazzotti sei-settecenteschi a più piani, rigorosamente in granito, il cui grigiore e la cui severità è attenuata da graziosi balconi in ferro battuto.
Camminando per i vicoli, tra squarci suggestivi e stradine strette, vi capiterà di imbattervi improvvisamente in piccole chiese silenziose, oppure uscire da vicoli ombrosi e ritrovarsi in un'assolata Piazza Gallura, dove imponente sorge il Palazzo Comunale, o nella severa Piazza San Pietro dove s'affaccia la Cattedrale in stile aragonese, edificata nel Quattrocento di cui conserva ancora il campanile e il portale e rifatta poi nell'Ottocento. Adiacenti alla cattedrale gli oratori del Rosario e di Santa Croce dagli altari di legno policromo. Ai bordi del centro storico il bel viale alberato di Fonte Nuova, ritrovo della passeggiata estiva. Da qui la bella pineta di San Lorenzo con l'omonima chiesetta. La pineta quasi va a congiungersi con lo stupendo bosco delle Fonti di Rinaggiu, la cui acqua minerale e diuretica è molto nota sin dai tempi dei romani per i sui effetti benefici e curativi.
La Stazione Ferroviaria, ormai un pezzo di storia, poiché ospita antiche locomotive a vapore e la carrozza bauchiero del 1913.

Il territorio circostante conserva testimonianze dell’epoca nuragica, con i nuraghi Monti Pinna, Tanca Manna Izzana, Culbinu, Agnu e Majori.
Di estremo interesse naturalistico, il Monte Limbara, un complesso granitico che supera di poco i 1300 m. Il Limbara appare imponente e suggestivo, caratterizzato da cime rocciose modellate dagli agenti atmosferici che in millenni gli hanno conferito forme strane e bizzarre. La cima più alta è Punta Balistreri, che raggiunge i 1359 m. Si arriva percorrendo la SS 392 in direzione Oschiri.
Top of Page